Il rapporto Banca - Impresa

01.09.2012 17:45

 

Non vi è dubbio che per una PMI la scelta dell’istituto (o degli istituti) di credito con cui operare sia una delle scelte più importanti. Di seguito un breve “vademecum” del rapporto banca-impresa che non ha come obiettivo individuare ragioni o torti ma fotografare lo stato dell’arte.

Negli ultimi anni il rapporto azienda-banca è radicalmente cambiato, a causa delle mutate condizioni economiche e delle regolamentazioni introdotte con Basilea 2 (e dal 2013 Basilea 3). Un tempo le PMI potevano vantare un rapporto diretto con la filiale bancaria che, spesso attraverso il direttore, era in grado di concedere operatività, credito e finanziamenti con una certa libertà. Gran parte della valutazione era quindi basata su rapporti personali, di fiducia, cementati negli anni che, insieme ad un mercato finanziario molto più favorevole, permettevano un accesso al credito da parte delle imprese molto più tranquillo.

Ora tutto è cambiato. Oggi la parola chiave è “Rating”. Le banche per finanziare l’azienda e stabilirne il relativo prezzo, assegnano un punteggio, un voto basato su fattori qualitativi e quantitativi:

Qualitativi: mercato di riferimento dell’azienda, principali clienti e fornitori con relativi tempi di incasso e pagamento, percentuale di export etc. Senza voler generalizzare, risulta quindi avvantaggiato chi ad esempio esporta i propri prodotti su mercati emergenti (magari incassando anticipatamente), rispetto a chi lavora nel campo dell’edilizia a dimensione locale o chi ha come cliente principale enti pubblici che pagano a lungo termine.

Quantitativi: le banche analizzano essenzialmente il passato ed il presente dell’azienda secondo 3 parametri fondamentali:

  •  Bilanci aziendali per analizzarne patrimonializzazione e redditività
  • Andamentale del rapporto creditizio; le rate del finanziamento sono in regola? Quanto spesso si sconfina dal fido di conto in quanto tempo si rientra? Qual è il tasso di insoluti di pagamento dei propri clienti?
  • Grado di garanzie personali che il / i soci possono prestare a supporto delle richieste di affidamento.

Nonostante venga spesso richiesto a supporto dell’istruttoria di affidamento il business plan ricopre un ruolo molto marginale nella decisione della banca di concedere o meno un fido. Generalmente la banca non ha come obiettivo finanziare il capitale di rischio della PMI ma prestare denaro ottenendone la remunerazione attraverso gli interessi. E’ bene che questo sia chiaro all’imprenditore quando, soprattutto in fase di start-up, si reca in banca per un finanziamento o una linea di credito.

Altro capitolo fondamentale sono le condizioni proposte dagli istituti di credito per poter lavorare, espresse sottoforma di tassi di interesse e commissioni/spese su conto corrente. Oggigiorno le banche hanno creato numerosi ‘pacchetti’ adattandoli ai vari profili di clientela a secondo dell’utilizzo adottato. Di seguito alcuni punti da considerare al momento di scegliere:

  • Optare sicuramente per l’home banking. Oggigiorno le operazioni allo sportello hanno un costo sicuramente superiore e comunque l’operatività via internet risulta comoda e tempestiva. Oltretutto i documenti online permettono di risparmiare i costi di invio della documentazione.
  • Confrontate i tassi di interessi passivi sul conto proposti. Essi sono solitamente composti da una parte esogena-di mercato (es. tasso Euribor a 1/3/6 mesi le cui quotazioni sono consultabili quotidianamente) più uno ‘Spread’ (il guadagno della banca). La banca li stabilisce basandosi sul vostro ‘Rating’ quindi sarete trattati meglio in base al vostro punteggio di cui sopra
  •  Le banche applicano di base un costo ad ogni operazione (riga) riportata sull’estratto conto (quindi se fate un bonifico, ricevete un pagamento, pagate lo stipendio al vostro dipendente etc) ed in più una commissione per i diversi tipi di operazione (commissione su bonifico, commissione su presentazione ricevuta bancaria, su deposito assegno, su prelievo bancomat, sull’incasso rata, etc). Molte banche propongono in alternativa un canone fisso mensile che prevede un numero limitato o illimitato di operazioni come pure lo sconto su alcune commissioni.
  • Altre tipologie di commissioni vengono applicate in aggiunta agli interessi passivi sugli affidamenti bancari. L’istituto applica trimestralmente dei costi in percentuale sulle linee di credito concesse; queste voci vanno analizzate con attenzione al termine di ogni trimestre in quanto possono incidere significativamente.
  • Applicazione delle imposte di bollo

 

A seguito delle considerazioni sopra riportate ecco alcuni punti da considerare all’atto di aprire un rapporto con un istituto di credito:

  1. Valutare per quanto possibile ex-ante il fabbisogno finanziario dell’azienda per individuare la corretta richiesta da sottoporre alla banca
  2.  Considerare da subito se e quanto si è disposti a garantire personalmente (o farsi garantire da altri). Soprattutto in fase di start-up la banca chiederà garanzie accessorie nel caso in cui la nuova azienda non sia dotata di un capitale sufficiente anche in considerazione del fatto che non può contare su di uno storico quantitativo (bilanci, dichiarazioni). All’atto di erogare un prestito/affidamento la banca potrebbe chiedere anche garanzie assicurative al socio, che la tutelino in caso di infortunio/decesso dello stesso. Valutare il costo del premio proposto.
  3.  Affidamenti quali smobilizzo del credito (Salvo Buon Fine o Anticipo Fatture) sono da preferirsi nell’utilizzo al fido di cassa che ha costi superiori. Si valutino con attenzione i giorni di incasso e pagamento medio.
  4.  Un valido aiuto nella trattativa con la banca per affidamenti e condizioni è data dai Confidi. Essi sono dei consorzi che affiancano l’impresa nelle garanzie da prestare alla banca che, diminuendo la propria esposizione, concede più facilmente il credito ed a tassi migliori.
  5. Nell’accendere un finanziamento si valutino due aspetti: a) l’importo della rata deve essere sostenibile, quindi è meglio allungare il piano di ammortamento onde evitare il rischio-segnalazioni b) la scelta del tasso fisso o variabile che dipende molto dal tempo di rimborso del prestito (facendo attenzione ad eventuali clausole sui tassi di interesse).
  6.  Tenere sempre sotto controllo la situazione dell’azienda in Centrale Rischi. Essa è una sorta di database dove vengono convogliate tutte le informazioni finanziarie riferite ad un’impresa o una persona fisica ed è la più importante fonte dalla quale attinge la banca per valutare la solidità del cliente. In Centrale Rischi compaiono dati quali affidamenti, le garanzie prestate, gli sconfinamenti ed i ritardi nel rimborso delle rate sia della società che del socio garante a livello personale (quindi ad esempio compare sia il fido SBF della società che il finanziamento contratto dal socio per comprarsi l’auto o il televisore). E’ possibile conoscere la propria situazione in Centrale Rischi (o quella della società di cui si è legali rappresentanti) facendone richiesta gratuita alla Banca d’Italia attraverso il sito https://www.bancaditalia.it

Le banche sono stakeholders essenziali per le nostre aziende ed un rapporto attento e consapevole è quantomai importante per l’equilibrio finanziario dell’azienda.

A cura di : www.contributifvg.com

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