Al via il contratto di sviluppo

14.08.2011 13:52

Commercio, industria e turismo sono i settori che il Governo intende promuovere maggiormente. I contratti di sviluppo nel comparto industriale sono finalizzati alla creazione di beni o servizi con particolare predilezione per profili innovativi. Per quanto concerne il turismo, invece, sono ritenuti prioritari i programmi che puntano ad innalzare la qualità dell'offerta ricettiva sul territorio mentre nell'ambito del commercio è privilegiato il miglioramento dell'offerta distributiva sul territorio. E' obiettivo principale del provvedimento quello di sostenere una dimensione imprenditoriale medio alta che possa generare occupazione e rimanere stabile.

I FINANZIAMENTI
Per ogni contratto l'importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti oggetto del contratto di sviluppo, con esclusione del costo di opere infrastrutturali se previste, non deve essere inferiore a 30 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo industriale a 7,5 milioni di euro, qualora tali programmi riguardino esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli a 22,5milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo turistico. I progetti d'investimento devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale ovvero 3 milioni di euro se tali programmi riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, 12 milioni di euro con riferimento ai programmi di sviluppo turistico, 15 milioni di euro per programmi di sviluppo commerciale. Non essendoci una valutazione automatica il progetto deve presentare caratteristiche specifiche e prevedere risultati sostenuti da analisi centrate sul territorio essendo previsti finanziamenti anche per le infrastrutture, ove necessarie.

AREE SVANTAGGIATE
Nelle zone del territorio nazionale dove la crescita economica è in ritardo o del tutto inesistente i contratti di sviluppo sostengono la realizzazione di nuove unità produttive, l'ampliamento di quelle già esistenti, la diversificazione delle produzioni e l'innovazione soprattutto per quanto concerne i processi. Rientrano in questa categoria di beneficiari anche le aziende di media dimensione e le cosiddette grandi imprese che però hanno meno di 750 dipendenti ed un fatturato annuale di 200 milioni.

RICERCA
Imprese che non operano nei settori di commercio, industria e turismo unitamente ai centri specializzati possono attivare contratti di sviluppo nell'ambito della ricerca industriale. Tra le azioni ammesse a sostegno figurano la ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Inoltre i contratti di sviluppo possono comprendere anche acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Queste attività possono includere l'elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione

INVESTITORI ESTERI
I contratti di sviluppo sono estesi anche alle aziende con sede all'estero con il chiaro fine di attrarre investimenti sul territorio nazionale. Le industrie sono però obbligate a creare una sede operativa in Italia ed a mantenerla attiva per almeno cinque anni dalla fine del progetto mentre le Pmi devono restare sul territorio per almeno tre anni dopo l'incasso del beneficio.

La misura in pillole
• Beneficiari: Imprese in forma singola o associata
• Programmi ammessi:commerciali, industriali, turistici
• Contributi minimi: 30 milioni di euro per sviluppo commerciale altrattanto per quello industriale, 22,5 mln per lo sviluppo turistico,7,5 milioni di euro per trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli
• Altri interventi previsti:Aiuti per le aziende che operano in aree svantaggiate. Aiuti per le imprese medie o le grandi imprese con meno di 750 dipendenti Aiuti per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

 

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