la risorsa per le imprese

FAQ

Cosa sono IRS, Euribor e spread in un finanziamento?

L’eurirs (euro interest rate swap) o IRS è una delle due componenti del  TASSO  di interesse del mutuo a tasso fisso. Tale valore viene diffuso giornalmente dalla federazione bancaria europea e viene utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso fisso. ’eurirs è pari alla media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’unione europea realizzano l’interest rate swap (i.r.s). Quando la banca vuole garantire al cliente un tasso fisso deve tutelarsi in modo da evitare di rimetterci se i tassi si alzano. Ciò è possibile ricorrendo a speciali accordi (detti swap) con soggetti disposti ad accollarsi il rischio, nell'ambito di un intento speculativo.

Dal tasso a cui si concludono tali accordi nasce l'irs (interest rate swap).

Euribor è l’acronimo di “Euro Interbank Offered Rate” è espresso in termini percentuali, e rappresenta il tasso con il quale le banche prestano denaro ad altre banche nell’area dell’Euro. La stima di questo tasso interbancario viene attuata tutti i giorni feriali dall’Euribor Panel Steering Committee, cioè un comitato di esperti, in base ai dati ricevuti dalle 57 banche più rappresentative della comunità europea.

Questo tasso viene utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

Lo spread è una delle due componenti del tasso di interesse di un mutuo; si tratta di un valore stabilito contrattualmente che rimane fisso nel tempo e che costituisce il guadagno per la banca.

Che cos'è un contratto di Rete di Impresa e quali sono le agevolazioni ottenibili?

Le reti di imp­rese sono cos­ti­tu­ite dall’insieme delle imp­rese che aderiscono a un “con­tratto di rete”, sia per orig­i­naria sot­to­scrizione che per ade­sione suc­ces­siva. E’ stato autorevol­mente osser­vato come attra­verso la cos­ti­tuzione di una rete di imp­rese, gli impren­di­tori “perseguono lo scopo di accrescere, indi­vid­ual­mente e col­let­ti­va­mente, la pro­pria capac­ità inno­v­a­tiva e la pro­pria com­pet­i­tiv­ità sul mer­cato e a tal fine si obbligano, sulla base di un pro­gramma comune di rete, a col­lab­o­rare in forme e in ambiti pre­de­ter­mi­nati atti­nenti all’esercizio delle pro­prie imp­rese ovvero a scam­biarsi infor­mazioni o prestazioni di natura indus­tri­ale, com­mer­ciale, tec­nica o tec­no­log­ica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attiv­ità rien­tranti nell’oggetto della pro­pria impresa”.

La pos­si­bil­ità di poter creare o aderire ad un con­tratto di rete è con­cessa a tutti i soggetti che svol­gono un’attività com­mer­ciale. Non è infatti pre­vista, per i parte­ci­panti, alcuna lim­i­tazione in ter­mini di dimen­sione o di forma giuridica, poten­dovi aderire non solo imp­rese indi­vid­u­ali, soci­età di per­sone e di cap­i­tali, ma anche con­sorzi e coop­er­a­tive. Si evi­den­zia che tale dis­ci­plina non sem­br­erebbe per­al­tro pre­clud­ere la parte­ci­pazione anche di imp­rese non res­i­denti, in quanto le dis­po­sizioni nor­ma­tive fanno rifer­i­mento al gen­erale con­cetto di “più impren­di­tori”, senza speci­fi­care nazion­al­ità e res­i­denza fis­cale di detti imprenditori.

La final­ità della rete di impresa è essen­zial­mente quella di esten­dere ai soggetti che vi aderiscono talune agevolazioni e ben­efici di carat­tere ges­tionale, com­mer­ciale, finanziario, ammin­is­tra­tivo, fis­cale. Il con­tratto di rete dovrebbe, infatti, ren­dere con­ve­niente il poten­zi­a­mento di forme di col­lab­o­razione rec­i­p­roca fra imp­rese in diversi contesti:

  • nello sviluppo di fun­zioni con­di­vise come la pro­duzione e la logistica;
  • nella real­iz­zazione di servizi o prog­etti comuni nel campo della ricerca;
  • nello sviluppo di reti di sub­for­ni­tura  e nell’adozione di un mar­chio, di un logo o di un pack­ag­ing comuni.

Come creare una rete di impresa 

La creazione di una rete di impresa e la rel­a­tiva pos­si­bil­ità di ottenere le agevolazioni fis­cali pre­viste, prevede alcuni steps final­iz­zati al riconosci­mento del con­tratto di rete. Volendo, breve­mente, riper­cor­rere le fasi di real­iz­zazione di detto prog­etto, si evidenziano:

  1. redazione del con­tratto di rete medi­ante atto pub­blico o scrit­tura pri­vata autenticata;
  2. ade­sione al con­tratto di rete e isti­tuzione di un fondo pat­ri­mo­ni­ale comune;
  3. assev­er­azione del pro­gramma di rete.

In data 31 marzo 2011 sulla Gazzetta Uffi­ciale n. 74 è stato pub­bli­cato il decreto min­is­te­ri­ale del 25 feb­braio 2011 che indi­vidua, ai sensi dell’art. 42 del decreto-legge n. 78 del 31 mag­gio 2010, i req­ui­siti dell’associazionismo impren­di­to­ri­ale cui è con­sen­tita l’asseverazione in oggetto.

L’asseverazione com­porta la pre­via ver­i­fica da parte dei soggetti abil­i­tati dal sud­detto decreto min­is­te­ri­ale della sus­sis­tenza nel caso speci­fico degli ele­menti pro­pri del con­tratto di rete e dei rel­a­tivi req­ui­siti di parte­ci­pazione in capo alle imp­rese che vi hanno ader­ito. La cer­ti­fi­cazione della sus­sis­tenza degli ele­menti pro­pri del con­tratto di rete e dei rel­a­tivi req­ui­siti di parte­ci­pazione delle imp­rese parte­ci­panti deve essere attes­tata entro 30 giorni dalla richi­esta di rilas­cio dell’organo comune per l’esecuzione del con­tratto di rete.

Si evi­den­zia inoltre che l’istituzione di un fondo pat­ri­mo­ni­ale comune che gestisca l’esecuzione del con­tratto di rete o di parte di esso in nome e per conto dei parte­ci­panti conso­ciati è facolta­tiva, ma essen­ziale per l’accesso alle agevolazioni.


Agevolazioni fis­cali

La dis­ci­plina sulle reti di impresa, orig­i­nar­i­a­mente introdotta dall’art. 3, commi 4-ter e 4-quater  del decreto-legge n. 5 del 10 feb­braio 2009, è stata sostanzial­mente mod­i­fi­cata dall’art. 42 del decreto-legge n. 78 del 31 mag­gio 2010 sia dal punto di vista civilis­tico che fiscale.

Le imp­rese parte­ci­panti al con­tratto di rete potranno beneficiare:

  •  fino al peri­odo d’imposta in corso al 31 dicem­bre 2012 di un regime di sospen­sione di imposta degli utili d’esercizio accan­to­nati a speci­fica ris­erva e des­ti­nati alla real­iz­zazione di inves­ti­menti pre­visti dal pro­gramma comune, pre­ven­ti­va­mente assev­er­ato. Il ben­efi­cio spetta a con­dizione che le somme accan­to­nate siano des­ti­nate al fondo pat­ri­mo­ni­ale comune o al pat­ri­mo­nio des­ti­nato all’affare per real­iz­zare entro l’esercizio suc­ces­sivo gli inves­ti­menti pre­visti per il pro­gramma di rete. E’ inoltre nec­es­sario che gli inves­ti­menti siano spec­i­fi­cata­mente indi­vid­uati dal pro­gramma comune di rete.

In mer­ito alla deter­mi­nazione dell’importo agevola­bile viene sta­bil­ito che gli utili che non con­cor­rono alla for­mazione del red­dito non pos­sono eccedere, in ogni caso, il lim­ite mas­simo di euro 1.000.000 per cias­cuna impresa ma con un lim­ite mas­simo agevola­bile di com­p­lessivi 20 mil­ioni per l’anno 2011, 14 mil­ioni per gli anni 2012 e 2013. Detto regime di sospen­sione di imposta cessa nell’esercizio in cui la ris­erva è uti­liz­zata per scopi diversi dalla cop­er­tura delle perdite di eser­cizio ovvero in cui viene meno l’adesione al con­tratto di rete. Sotto il pro­filo tem­po­rale, agevolazione fis­cale si applica agli utili d’esercizio accan­to­nati ad apposita ris­erva a par­tire dal peri­odo d’imposta in corso al 31 dicem­bre 2010 e fino al peri­odo di imposta in corso al 31 dicem­bre 2012.

Adem­pi­menti fiscali

Per fruire dei van­taggi fis­cali in ques­tione, le imp­rese inter­es­sate devono pre­sentare dal 2 al 23 mag­gio di cias­cun anno, in modal­ità telem­at­ica, la comu­ni­cazione all’Agenzia delle Entrate cd. “mod­ello RETI”, approvato con provved­i­mento del Diret­tore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011, indi­cando l’importo degli utili d’esercizio, al netto delle imposte di com­pe­tenza, accan­to­nati a ris­erva, nonché l’importo del cor­rispon­dente risparmio fis­cale. Dalla per­centuale del risparmio d’imposta con­cesso a cias­cuna impresa in fun­zione del rap­porto tra l’ammontare delle risorse stanzi­ate e l’ammontare del risparmio d’imposta com­p­lessi­va­mente richiesto (per­centuale che sarà resa pub­blica sul sito dell’Agenzia delle Entrate), sca­tur­isce la rispet­tiva vari­azione in dimin­uzione da indi­care nella dichiarazione dei red­diti del peri­odo d’imposta di riferimento.

Più in par­ti­co­lare, con speci­fico rifer­i­mento al mod­ello Unico SC 2011 (anno 2010), l’evidenza di tale agevolazione deve essere data medi­ante la com­pi­lazione del rigo RS 108, colonna 1, nel quale va indi­cata la quota degli utili des­ti­nati al fondo pat­ri­mo­ni­ale o al pat­ri­mo­nio des­ti­nato all’affare; e del rigo RS 108 colonna 2, nel quale va indi­cata la quota di utili agevola­bili di cui alla colonna 1 che deve essere riporta nell’apposito rigo RF (RF 50) di deter­mi­nazione del red­dito d’impresa per poter così pro­cedere alla rel­a­tiva vari­azione in diminuzione.

Si pre­cisa inoltre che la pro­ce­dura di deter­mi­nazione del risparmio d’imposta va adot­tata anche nel caso in cui la sud­detta vari­azione com­porta un ben­efi­cio fis­cale in un peri­odo d’imposta suc­ces­sivo e che l’inventivo fis­cale riguarda esclu­si­va­mente le imposte sui red­diti (quindi IRES e IRPEF) e va per­tanto fruito soltanto in sede di ver­sa­mento del saldo delle imposte sui red­diti dovute per il peri­odo d’imposta rel­a­tivo all’esercizio in cui gli utili prodotti sono accan­to­nati, non inci­dendo ai fini del cal­colo degli acconti dovuti per il medes­imo peri­odo di riferimento. 

Agevolazioni finanziarie

La norma prevede inoltre anche la pos­si­bil­ità di poter stip­u­lare con­ven­zioni con l’Associazione Ban­caria Ital­iana (A.B.I.).

Al riguardo, non sono stati for­niti ulte­ri­ori chiari­menti circa tempi e modal­ità per fruire di detta agevolazione, per­tanto si dovranno atten­dere speci­fiche diret­tive da parte del Legislatore. 


Rifer­i­menti nor­ma­tivi: Art.  42, comma 2-quater del D.L. n. 78/2010, con­ver­tito in L. n. 122/2010.

Prassi: Cir­co­lare Agen­zia delle Entrate n. 4/E del 15 feb­braio 2011, Cir­co­lare Agen­zia delle Entrate n. 15/E del 14 aprile 2011, Provved­i­mento del Diret­tore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011.

Dot­t­rina: Cir­co­lare Asson­ime n. 8 del 6 aprile 2011

Quando l'impresa è definita artigiana?

E' definita IMPRESA ARTIGIANA, dalla Legge quadro per l'artigianato n. 443 dell'8 agosto 1985, l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano (colui che la conduce personalmente e professionalmente in qualità di titolare), ha per scopo prevalente lo svolgimento di un attività di produzione di beni, anche semilavorati, o prestazioni di servizi (sono escluse le attività agricole, commerciali, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande) e entro i seguenti limiti dimensionali :

* Impresa che NON lavora in serie -
massimo 18 dipendenti compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9 .
Il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

* Impresa che lavora in serie purché con lavorazione non del tutto automatizzata -
massimo 9 dipendenti compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5.
Il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

* Impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura -
massimo 32 dipendenti compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16.
Il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

* Impresa di trasporto -
massimo 8 dipendenti.

* Impresa di costruzioni edili -
massimo 10 dipendenti compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5.


Il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

L'impresa artigiana nei predetti limiti dimensionali, può essere costituita anche in forma di società (escluse le società a responsabilità limitata costituite da più di un socio, per azioni, in accomandita per azioni) purché la maggioranza dei soci svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo.

Tra imprese artigiane possono essere costituiti consorzi, società consortili, contratti associativi a termine, cioè possono partecipare anche imprese industriali di minori dimensioni purché in numero non superiore ad un terzo e le imprese artigiane detengano la maggioranza negli organi deliberanti.

Cosa significa consolidamento debiti?

 

Per consolidamento debiti si intende un processo per mezzo del quale l’ impresa ha la possibilità di estinguere tutti i debiti accumulati nel breve periodo  sostituendoli con una nuova forma di finanziamento, di solito con banche convenzionate e a tassi agevolati.

In effetti spalmando il debito su un arco temporale più lungo si diluisce la rata con notevole beneficio in termini di flussi di cassa.

Consolidare le passività significa anche trasferire il debito da linee a revoca (che per definizione possono essere revocate in qualsiasi momento) in linee a medio termine, che godono del beneficio del termine e dalle quali non può essere chiesto il rientro  se non in caso di manifesto stato di insolvenza del debitore.

Il beneficio è evidente: minor aleatorietà delle linee, maggior stabilità finanziaria.

In tali ipotesi va valutata anche l’opzione di agganciare il finanziamento a un tasso fisso anziché variabile, in modo da definire il costo della linea e l’incidenza in termini di flusso negativo in ogni periodo da qui alla scadenza del prestito.

Quali sono le differenze fra fallimento, concordato e liquidazione di un'azienda?

Nello svolgimento dell'attività d'impresa, l'imprenditore può trovarsi in una particolare condizione economico-finanziaria che gli impedisce di poter far fronte al pagamento dei debiti. Tale particolare condizione di crisi realizza quello che viene definito stato di insolvenza dell'imprenditore, che consiste, appunto, nella sua impossibilità di adempiere regolarmente alle obbligazioni che ha contratto.
Al verificarsi dello stato di insolvenza subentra il diritto dei creditori ad essere soddisfatti nei loro crediti attraverso la garanzia della parità di trattamento.
Questa garanzia di pari trattamento viene attuata dall'ordinamento attraverso delle procedure tendenti alla liquidazione del patrimonio dell'imprenditore e alla successiva pari soddisfazione dei creditori. Queste procedure prendono il nome di procedure concorsuali e sono procedure giudiziali in quanto comportano l'intervento dell'Autorità Giudiziaria che provvede alla liquidazione del patrimonio dell'imprenditore insolvente al fine di garantire la parità di trattamento di tutti i creditori.
Pertanto, restano precluse ai singoli creditori le azioni esecutive individuali sui beni.
Le procedure concorsuali hanno per oggetto l'intero patrimonio dell'imprenditore e riguardano necessariamente tutti i creditori. Lo scopo principale di ognuna di esse è essenzialmente la drastica riduzione dell'autonomia imprenditoriale mediante la sottrazione all'imprenditore della disponibilità dei beni e la nomina di un organo con funzioni di controllo sull'esercizio dell'attività.
Sono esclusi dalle procedure concorsuali i piccoli imprenditori commerciali con organizzazione minima e reddito scarsamente significativo.

I presupposti per l'assoggettazione alle procedure concorsuali sono:
– stato d'insolvenza
– gravi irregolarità di gestione
– temporanea difficoltà di adempiere alle obbligazioni


QUALI SONO:
Le procedure concorsuali disciplinate dalla legge fallimentare sono:
– il fallimento
– il concordato preventivo
– la liquidazione coatta amministrativa
– l'amministrazione controllata
– l'amministrazione straordinaria

Viste le numerose sfaccettature alleghiamo un file esplicativo: link:  

Cosa sono le reti d'impresa?

 

 

La rete di imprese è un contratto fra imprese che consente ai partecipanti di mettere in comune attività e risorse per migliorare il funzionamento aziendale e rafforzare conseguentemente la competititvità delle aziende che ne fanno parteCon il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato.

A tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare  in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa.

Il contratto di rete

Il contratto – firmato digitalmente dal rappresentante legale di tutte le aziende partecipanti attraverso l’utilizzo del modello Reti (scarica il modello e le istruzioni di compilazione) da inviare al Registro imprese e redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata – deve indicare:

  • riferimenti di ogni partecipante (nome, ditta, ragione o denominazione sociale);
  • obiettivi strategici dei partecipanti e modalità per misurarne lo stato di avanzamento;
  • programma con diritti e obblighi assunti di ciascun partecipante, modalità di realizzazione dello scopo comune;
  • fondo patrimoniale comune quando previsto, con misura e criteri di valutazione di conferimenti iniziali ed eventuali contributi successivi di ciascun partecipante, regole di gestione;
  • durata e termini di adesione al contratto;
  • condizioni di recesso anticipato ferme restando le regole generali di legge in materia di scioglimento dei contratti plurilaterali con comunione di scopo;
  • organo comune se previsto, con riferimenti del soggetto prescelto per l’esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, poteri di gestione e rappresentanza conferiti e regole per la sua eventuale sostituzione;
  • regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti che non rientrino nella sfera dell’organo comune
  • modificabilità a maggioranza del programma di rete se previsto, con relative regole

 Autonomia giuridica

In caso di presenza del fondo comune l'impresa può iscriversi alla sezione ordinaria del Registro dove è ubicata la sede della rete

Per quanto riguarda le obbligazioni contratte dalla rete, i terzi possono rivalersi solo con la rete stessa e quindi nei confronti del fondo comune, e non con le singole aziende.

Adempimenti

La rete di imprese deve ottemperare degli adempimenti formali, indicando su tutta la corrispondenza la propria sede, l’Ufficio del Registro delle imprese presso il quale è iscritta e con quale numero.

Per garantire trasparenza, l’organo comune è obbligato a presentare una situazione patrimoniale presso il Registro delle imprese al quale fa capo la rete entro due mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale, redatta, se possibile, secondo le regole di redazione del bilancio delle Spa.

Vantaggi fiscali

Fino al periodo di imposta in corso 31 dicembre 2012, le imprese aderenti ad un contratto di rete devono destinare ad apposita riserva una quota degli utili di esercizio destinandoli al fondo patrimoniale comune per realizzare gli investimenti previsti dal programma comune di rete, che abbia ottenuto la preventiva asseverazione da parte degli organismi abilitati.

Richiesti:

l’adesione al contratto di rete;

l’accantonamento e la destinazione dell’utile dell’esercizio;

l’asseverazione del programma di rete.

Gli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale comune devono essere vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato.

L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di 1.000.000 euro, anche nell’ipotesi in cui un’impresa consegua e accantoni a riserva utili di esercizio per un ammontare superiore a detto limite.

Come funziona il fondo di garanzia?

 

Oggetto e finalità

Favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica.

 

Soggetti beneficiari  

Piccole e medie imprese in possesso dei parametri dimensionali di cui alla vigente disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle piccole e medie imprese (decreto MAP del 18 aprile 2005, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005), ed alla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003): valutate "economicamente e finanziariamente sane" mediante appositi modelli, sulla base dei dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi e della situazione contabile aggiornata a data recente; appartenenti a qualsiasi settore (ad eccezione dei settori "sensibili" esclusi dall’UE: agricoltura, trasporti, cantieristica navale, industria automobilistica, etc.) situate sul territorio nazionale (anche per investimenti all’estero).

Sono inoltre soggetti beneficiari i consorzi e le società consortili, costituiti tra piccole e medie imprese di cui agli articoli 17, 18, 19 e 23 della legge 5.10.91, n. 317, e le società consortili miste di cui all’articolo 27 della medesima legge.

 

Settori sottoposti a particolari limitazioni

le operazioni relative a soggetti beneficiari operanti nel settore della "fabbricazione di parti e di accessori per autoveicoli e per loro motori" sono ammissibili all’intervento del Fondo nei limiti previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie in materia di aiuti "de minimis";

le operazioni relative a soggetti beneficiari operanti in alcuni settori della "trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli" sono sottoposte alle limitazioni dei Piani di Sviluppo Rurale delle Regioni, in termini di investimenti ammissibili.

 

Modalità di intervento del Fondo

Garanzia diretta, concessa direttamente alle banche ed agli intermediari finanziari (art. 107 D.lgs. 385/93): la garanzia concessa è "a prima richiesta", esplicita, incondizionata e irrevocabile e copre, nei limiti dell’importo massimo garantito, l’ammontare dell’esposizione dei soggetti finanziatori nei confronti delle PMI

Controgaranzia su operazioni di garanzia concesse da Confidi ed altri fondi di garanzia (gestiti da banche e intermediari artt.106-107 D.lgs. 385/93):

2 tipologie di intervento:

"a prima richiesta" se il Confidi o Altro fondo di garanzia concede garanzia "a prima richiesta";

"sussidiaria" se il Confidi o Altro fondo di garanzia concede garanzia "sussidiaria".

Cogaranzia, concessa direttamente a favore dei soggetti finanziatori e congiuntamente ai Confidi ed altri fondi di garanzia ovvero a fondi di garanzia istituiti nell’ambito dell’Unione Europea o da essa cofinanziati.

           

Soggetti richiedenti

Possono richiedere la garanzia diretta:

banche iscritte all’albo di cui all’articolo 13 del D.lgs. 1.9.93, n. 385;

intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del D.lgs. 1.9.93, n. 385;

S.F.I.S. (società finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo) iscritte all’albo di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 5.10.91, n. 317.

 

Possono richiedere la controgaranzia e la cogaranzia:

consorzi di garanzia collettiva fidi (confidi) di cui all’art. 155, comma 4, del d.lgs 1.9.93, n. 385;

altri fondi di garanzia, gestiti da intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale di cui all’articolo 106 del d.lgs. 1.9.93, n. 385.

 

Operazioni ammissibili

Qualsiasi tipologia di operazione finanziaria, purché direttamente finalizzata all’attività d’impresa:

finanziamenti a medio-lungo termine a fronte di investimenti;

acquisizione di partecipazioni a fronte di investimenti;

prestiti partecipativi a fronte di investimenti;

altre operazioni (breve termine, consolidamento, fideiussioni, finanziamenti a medio-lungo termine per liquidità etc. ) soggette al regime "de minimis".

L’importo massimo garantito complessivo per ciascuna impresa beneficiaria, tenuto conto delle quote di capitale già rimborsate, non può superare l’importo di 500.000,00 euro.

 

Investimenti

Investimenti materiali ed immateriali, non di mera sostituzione, da effettuare nel territorio nazionale successivamente alla data di presentazione della richiesta di finanziamento al soggetto finanziatore (principio della necessità dell’aiuto).

 

Copertura della garanzia diretta:

PMI ubicate nelle zone 87.3.a) o aderenti a programmazione negoziata o a prevalente partecipazione femminile: fino all’80% dell’operazione e, in caso di insolvenza, fino all’80% dell’ammontare dell’esposizione rilevato al 60° giorno successivo alla data di avvio delle procedure di recupero.

PMI ubicate nei restanti territori: fino al 60% dell’operazione e, in caso di insolvenza,  fino all’60% dell’ammontare dell’esposizione rilevato al 60° giorno successivo alla data di avvio delle procedure di recupero.

Sulla quota di finanziamento coperta dalla garanzia del Fondo non può essere acquisita alcuna altra garanzia reale, assicurativa e bancaria

 

Copertura della controgaranzia "a prima richiesta"

Controgaranzia "a prima richiesta"

La controgaranzia copre fino al 90% dell’importo garantito dal Confidi o altro fondo di garanzia e, in caso di insolvenza, copre fino al 90% della somma liquidata al soggetto finanziatore dal  Confidi o altro fondo di garanzia. Il Confidi o altro fondo di garanzia deve garantire una quota non superiore al 60% (80% per le zone 87.3a, per le imprese "femminili" e per le imprese aderenti alla programmazione negoziata). Sulla quota di finanziamento garantita dal Confidi o altro Fondo di garanzia non può essere acquisita alcuna altra garanzia reale, assicurativa e bancaria

 

Copertura della controgaranzia "sussidiaria"

La controgaranzia copre fino al 90% dell’importo garantito dal Confidi o altro fondo di garanzia e, in caso di insolvenza, copre fino al 90% della somma versata a titolo definitivo al soggetto finanziatore dal Confidi o altro fondo di garanzia.

Il Confidi o altro fondo di garanzia deve garantire una quota non superiore al 60% (80% per le zone 87.3a, per le imprese femminili e per le imprese aderenti alla programmazione negoziata)

 

Decorrenza della garanzia diretta e della controgaranzia "a prima richiesta"

La garanzia "a prima richiesta" è esplicita, incondizionata ed irrevocabile ed ha effetto dalla data della sua concessione da parte del Comitato, o dalla data di valuta dell’erogazione del finanziamento se questo è erogato dopo la concessione della garanzia.

La garanzia interviene anche se l’insolvenza si verifica a partire dalla scadenza della prima rata.

           

Valutazione delle imprese beneficiarie                 

Il Fondo di Garanzia per le PMI è destinato alle imprese valutate "economicamente e finanziariamente sane" sulla base di criteri di valutazione che variano a seconda del settore di attività e del regime contabile dell’impresa beneficiaria.

La valutazione del merito di credito ha generalmente ad oggetto i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi e consiste nel calcolo (scoring) dei principali indicatori economico-finanziari e del relativo scostamento dai "valori ottimali", con il conseguente inserimento dell’impresa beneficiaria in una delle 3 fasce di valutazione (Fascia 1, Fascia 2 e Fascia 3).

Certificazione del merito di credito da parte dei soggetti richiedenti

 

I soggetti richiedenti possono certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie in alcune fattispecie (microcredito ed operazioni "semplificate") trasmettendo a Unicredit Mediocredito Centrale, in luogo degli scoring contenenti i dati di bilancio, una dichiarazione attestante il ricorrere di determinate condizioni.

In tali casi, alle operazioni è riconosciuta la priorità nella nell’istruttoria e nella delibera di concessione della garanzia.

 

Microcredito

Per le operazioni finanziarie di importo ridotto (fino a 75.000 euro) non assistite da altre garanzie (reali, bancarie o assicurative), se l’impresa beneficiaria presenta un utile d’esercizio negli ultimi due anni, il soggetto richiedente può certificarne il merito di credito.

E’ inoltre prevista una maggiorazione dell’importo base (che è pari a 20.000 euro) secondo determinati parametri:

a) anzianità dell’impresa (+ 5% dell’importo base per ogni anno di attività dell’impresa con un limite di 15.000,00 Euro);

b) numero dipendenti dell’impresa - tra i dipendenti sono compresi i soci lavoratori delle società cooperative di produzione e lavoro ed i collaboratori familiari, così come definiti dall’articolo 230 bis del codice civile, iscritti negli elenchi previdenziali (+25% dell’importo base per ogni dipendente con un limite di 15.000,00 Euro);

c) nel caso di finanziamento a fronte di investimenti in beni ammortizzabili così come rilevati da documenti fiscalmente validi (+20% del valore dei beni con un limite di 20.000,00 Euro);

d) nel caso di investimenti da effettuare successivamente alla data di richiesta del finanziamento, la valutazione sarà basata sui preventivi nella misura percentuale del 10% del valore dei beni, con un limite di 15.000,00 Euro;

e) crescita del fatturato almeno del 5% negli ultimi due anni così come rilevato dalle dichiarazioni fiscali o dai bilanci (+ 50% dell’importo base), oppure crescita del fatturato almeno del 10% negli ultimi due anni così come rilevato dalle dichiarazioni fiscali o dai bilanci (+ 100% dell’importo base);

f)  solo per le imprese commerciali, turistiche e di servizi: immobile aziendale: di proprietà dell’impresa (+ 200% dell’importo base); con contratto di locazione di durata residua non inferiore alla durata del finanziamento (+ 50% dell’importo base).

 

Operazioni "semplificate"

Il soggetto richiedente può certificare il merito di credito dell’impresa beneficiaria anche al ricorrere delle seguenti condizioni:

a) assenza di altre garanzie bancarie, reali o assicurative;

b) l’impresa rientra nella fascia 1 di valutazione secondo il sistema di scoring;

c) l’importo dell’operazione finanziaria (sommato agli altri eventuali affidamenti già garantiti dal Fondo e non ancora rimborsati) non supera il 20% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato, ovvero il 15% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato nel caso di operazioni finanziarie di durata non superiore a 36 mesi;

d) l’importo del fatturato dell’ultimo bilancio approvato non presenta una diminuzione, rispetto all’esercizio precedente, pari o superiore al 40%;

e) l’impresa non presenta in uno degli ultimi due bilanci approvati una perdita superiore al 5% del fatturato.

          

Procedure e tempistica        

Le procedure per la richiesta e per l’ottenimento della garanzia sono particolarmente snelle, specie nel caso delle operazioni per le quali sono gli stessi soggetti richiedenti a certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie (microcredito ed operazioni "semplificate").

In tali casi, in particolare, i tempi medi di risposta sono attualmente di 15-20 giorni lavorativi; per le altre operazioni è invece previsto un termine massimo di 2 mesi per l’ammissione alla garanzia.

Ai fini della richiesta di ammissione alla garanzia, deve essere trasmesso il solo modulo di domanda (allegato 1 per la garanzia diretta ed allegato 2 per la controgaranzia), senza la necessità di allegare né bilanci né altra documentazione. Il modulo sottoscritto dal soggetto richiedente deve essere inviato (on line, oppure via fax o per posta ordinaria) a Unicredit Mediocredito Centrale Spa, soggetto gestore dell’intervento.

 

Costi  

E’ previsto a carico dei soggetti richiedenti il pagamento di una commissione "una tantum" di importo variabile, a seconda dell’ubicazione e della dimensione dell’impresa beneficiaria e della tipologia dell’operazione finanziaria, tra lo 0,125% e l’1% del finanziamento garantito dal Fondo.

Per le operazioni relative PMI ubicate nelle zone 87.3.a) o aderenti a programmazione negoziata o a prevalente partecipazione femminile non è prevista alcuna commissione.

 

Garanzia diretta: termini per la presentazione delle domande e per le comunicazioni successive    

La richiesta di garanzia diretta può essere presentata dalla Banca (o dall’Intermediario finanziario):

prima della delibera di concessione del finanziamento, in tal caso la Banca (o l’Intermediario finanziario): dovrà comunicare la concessione del finanziamento entro i 3 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà erogare almeno il 25% del finanziamento entro i 12 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà trasmettere, entro i 3 mesi successivi alla data di erogazione a saldo, una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata.

Entro i 6 mesi successivi alla delibera di concessione del finanziamento e prima dell’erogazione, in tal caso la Banca (o l’Intermediario finanziario): dovrà erogare almeno il 25% del finanziamento entro i 12 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà trasmettere, entro i 3 mesi successivi alla data di erogazione a saldo, una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata.

Entro i 6 mesi successivi alla delibera di concessione del finanziamento e dopo l’erogazione a saldo,in tal caso la Banca (o l’Intermediario finanziario): dovrà trasmettere una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata entro i 3 mesi successivi alla delibera del Comitato.

            

Controgaranzia

Termini per la presentazione delle domande e per le comunicazioni successive.

La richiesta di controgaranzia deve essere presentata dal Confidi (o Altro fondo di garanzia) entro 6 mesi dalla delibera della garanzia e: prima della delibera di concessione del finanziamento, in tal caso il Confidi (o Altro fondo di garanzia): dovrà comunicare la concessione del finanziamento entro i 3 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà erogare almeno il 25% del finanziamento entro i 12 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà trasmettere, entro i 3 mesi successivi alla data di erogazione a saldo, una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata.

Entro i 6 mesi successivi alla delibera di concessione del finanziamento e prima dell’erogazione, in tal caso il Confidi (o Altro fondo di garanzia): dovrà erogare almeno il 25% del finanziamento entro i 12 mesi successivi alla delibera del Comitato; dovrà trasmettere, entro i 3 mesi successivi alla data di erogazione a saldo, una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata.

Entro i 6 mesi successivi alla delibera di concessione del finanziamento e dopo l’erogazione a saldo, in tal caso il Confidi (o Altro fondo di garanzia): dovrà trasmettere una dichiarazione attestante la data di valuta di erogazione, l’importo erogato e la data di scadenza dell’ultima rata entro i 3 mesi successivi alla delibera del Comitato.

Nel caso di controgaranzia "a prima richiesta" le suddette comunicazioni possono essere trasmesse anche da parte dei soggetti finanziatori.

           

Attivazione della garanzia diretta  

In caso di inadempimento della PMI debitrice, i soggetti richiedenti devono avviare le procedure di recupero del credito (intimazione di pagamento) entro 12 mesi dalla data dell’inadempimento, intendendosi per tale la data della prima rata insoluta (revoca per i finanziamenti a breve termine), ovvero dalla data di ammissione a procedure concorsuali.

Trascorsi 60 giorni dall’intimazione di pagamento senza che sia intervenuto il pagamento da parte della PMI debitrice, i soggetti richiedenti possono richiedere l’attivazione del Fondo.

La richiesta di attivazione della garanzia deve essere comunque inviata non oltre 120 giorni dall’intimazione di pagamento. Entro 90 giorni dal ricevimento delle richieste di attivazione, complete della documentazione prevista, Unicredit Mediocredito Centrale liquida ai soggetti richiedenti l’importo garantito fino ad un massimo del 60% o 80% dell’ammontare dell’esposizione rilevato al 60° giorno successivo alla data della intimazione di pagamento (ammontare dell’esposizione comprensivo di rate insolute, debito residuo e interesse contrattuali e di mora).

 

Surrogazione legale:

Ai sensi dell’articolo 1203 del codice civile, a seguito del pagamento in garanzia effettuato al soggetto finanziatore, il Fondo di garanzia acquisisce il diritto di rivalersi sull’impresa inadempiente per le somme pagate

 

Attivazione della controgaranzia "a prima richiesta"                

In caso di inadempimento della PMI debitrice, i soggetti finanziatori devono avviare le procedure di recupero del credito (intimazione di pagamento) entro 12 mesi dalla data dell’inadempimento, intendendosi per tale la data della prima rata insoluta, ovvero dalla data di ammissione a procedure concorsuali.

 

1) Pagamento in garanzia dei soggetti richiedenti:

Entro 3 mesi dal versamento effettuato al soggetto finanziatore, il Confidi o altro fondo di garanzia deve richiedere l’attivazione del Fondo.

Entro 90 giorni dal ricevimento delle richieste di attivazione, complete della documentazione prevista, Unicredit Mediocredito Centrale liquida al soggetto richiedente l’importo garantito fino ad un massimo del 90% della somma già versata ai soggetti finanziatori dai soggetti richiedenti.

 

2) Mancato pagamento in garanzia dei soggetti richiedenti:

Se il Confidi o altro fondo di garanzia non adempie entro 120 giorni dall’intimazione di pagamento, il soggetto finanziatore può richiedere direttamente l’attivazione del Fondo.

Entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta di attivazione, completa della documentazione prevista, Unicredit Mediocredito Centrale liquida al soggetto finanziatore un importo non superiore al 90% della somma dovuta dal Confidi o altro Fondo di garanzia.

Surrogazione legale: Ai sensi dell’articolo 1203 del codice civile, a seguito del pagamento in garanzia effettuato al soggetto finanziatore, il Fondo di garanzia acquisisce il diritto di rivalersi sull’impresa inadempiente per le somme pagate.

           

Attivazione della controgaranzia "sussidiaria"

In caso di inadempimento della PMI debitrice, i soggetti finanziatori devono avviare le procedure di recupero del credito (intimazione di pagamento) entro 18 mesi dalla data dell’inadempimento, intendendosi per tale la data della prima rata insoluta (revoca nel caso dei finanziamenti a breve termine), ovvero dalla data di ammissione a procedure concorsuali.

Entro 3 mesi, il Confidi o altro fondo di garanzia deve comunicare l’avvio delle procedure di recupero e può richiedere l’acconto sulla futura perdita in misura non superiore all’80% della somma già versata a titolo provvisorio al soggetto finanziatore.

Conguaglio:

1) a carico del Fondo: entro 3 mesi  dal versamento a titolo definitivo ai soggetti finanziatori,  il Confidi o altro fondo di garanzia può richiedere la liquidazione a saldo ed il Fondo interviene, al netto dell’eventuale acconto già liquidato, in misura non superiore al 90% della somma già versata a titolo definitivo.

2) a favore del Fondo: la differenza tra la somma versata a titolo di acconto e la quota della perdita deve essere versata al Fondo entro 1 mese.

           

Cumulabilità

la garanzia diretta e la controgaranzia sono cumulabili, sulla stessa operazione, con altre garanzie pubbliche nei limiti delle misure massime previste per il Fondo;

la garanzia diretta e la controgaranzia sono cumulabili, sullo stesso investimento, con altri regimi di aiuto, nel limite dell’intensità agevolativa massima fissata dall’Unione Europea.

 

Controgaranzia FEI            

I finanziamenti ammessi all’intervento del Fondo e che rispettano i seguenti requisiti:

sono relativi ad imprese con un numero di dipendenti non superiore a 100;

hanno durata pari o superiore a tre anni;

sono finalizzati alla copertura di investimenti materiali e immateriali e/o all’assunzione di nuovi dipendenti, oppure relativi ad imprese operative da non oltre 12 mesi beneficiano della controgaranzia del Fondo Europeo per gli Investimenti concessa nell’ambito dell’iniziativa "Crescita e Occupazione" della Commissione Europea.

           

Soggetto gestore

UNICREDIT MEDIOCREDITO CENTRALE Spa - Servizio Fondi di garanzia

Via Piemonte, 51 - 00187 Roma

Tel. 0647912455 - 2317

fondidigaranzia@UnicreditMediocreditoCentrale.it

www.incentivi.mcc.it

Qual è la definizione di Start-up innovativa?

L'art. 25 del decreto definisce la start-up innovativa come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Vi rientrano, pertanto, sia le srl (compresa la nuova forma di srl semplificata o a capitale ridotto), sia le spa, le sapa, sia le società cooperative.

La società per essere definita start-up deve possedere i seguenti requisiti:

  • la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi; (requisito soppresso dal d.l. n. 76/2013)
  • la società deve essere costituita e operare da non più di 48 mesi;
  • deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  • non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.


Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  1. sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20 per cento del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; (percentuale ridotta al 15% con d.l. n. 76/2013)
  2. impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell'art. 4 del d.m. n. 270/2004 (così integrato con d.l. n. 76/2013)
  3. essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purchè tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa. (così integrato con d.l. n. 76/2013)
 
Per start up innovativa a vocazione sociale si intendono le startup innovative operanti nei seguenti campi:
  • assistenza sociale, sanitaria, socio  sanitaria;
  • educazione, istruzione e formazione, compresa quella universitaria e post – universitaria e quella extra – scolastica;
  • tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (esclusa la raccolta e la gestione dei rifiuti);
  • valorizzazione del patrimonio culturale, ricerca ed erogazione diservizi culturali, turismo sociale;
  • servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti (consorzi o cooperative) composti, come numero di aderenti, in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale.

 

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Le società già costituite per essere considerate start-up innovative, devono presentare, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge, tramite autocertificazione del legale rappresentante attestare il possesso dei requisiti di legge.

Per consentire una gestione più flessibile e più funzionale alle esigenze di governance tipiche delle start-up, soprattutto se costituite in forma di S.r.l., sono introdotte le seguenti facoltà:

  • facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo.
  • facoltà di utilizzare anche per le startup innovative costituite in forma di S.R.L. istituti ammessi solo nelle S.p.A., in particolare la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi; 
  • facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in startup innovative costituite in forma di S.R.L., consentendo di facilitarne l’accesso al capitale indipendentemente dalla forma giuridica prescelta; 
  • facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity).
  • facoltà di emettere strumenti finanziari  forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci.


Esenzione da imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto annuale

La start-up innovativa e l'incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, sono esonerati dal pagamento dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonche' dal pagamento del diritto annuale. L'esenzione e' dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l'acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione.


Remunerazione con strumenti finanziari della start-up innovativa e dell’incubatore certificato

Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese startup innovative e degli incubatori certificati. Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup.

Cosa è il microcredito. Cosa è il fondo di garanzia

Il Microcredito consiste nell’erogazione di finanziamenti finalizzati all’avvio o lo sviluppo di una attività professionale o di microimpresa in qualsiasi forma giuridica per promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro.

Attraverso il fondo di Garanzia si offre un supporto in termini di garanzie verso il finanziatore dell’impresa che richiede il finanziamento e il soggetto finanziatore: l’impresa richiedente non ha un contributo in denaro ma ha qualcuno che garantisce per lui nella richiesta di finanziamento e questo nelle intenzioni dovrebbe tutelare maggiormente le banche prestatrici anche in termini di loro rating da rispettare.

PRO: accesso a finanziamenti da parte di chi ha appena iniziato e quindi non avrebbe credenziali bancarie o da chi necessita di supporto liquidità ma non è strutturato

CONTRO: condizioni in termini di tasso di interesse applicato decisamente sopra la media di mercato 

Cosa è la srl semplificata (srls)?

Pro Srls

  • Per l’avvio dell’attività non sono previste spese notarili.
  • I costi iniziali da sostenere sono solo 200 euro per il Diritto annuale, 200 euro per l’Imposta di Registro, 309,87 euro per la tassa di concessione governativa da destinare alla vidimazione dei libri sociali, marche da bollo da 16 euro per ogni 100 pagine di libro sociale e 25 euro a libro di diritti di segreteria per il servizio di vidimazione.
  • Il capitale sociale delle Srls può rimanere tra 1 e 9.999 euro.
  • Trattandosi di una società di capitali, in caso di eventuali difficoltà economiche, socio unico-soci non vedono intaccarsi il patrimonio personale.

Contro Srls

  • Un capitale sociale troppo basso non consente né di sostenere le spese iniziali necessarie a partire (affitto di un ufficio, acquisto di strumenti-computer-software, ecc.) né, tantomeno, di ottenere la fiducia di banche-creditori per richiedere eventuali prestiti.
  • Atto costitutivo semplificato, quindi rigido. Limiti se si vogliono regolare alcune fattispecie societarie.
  • Sono comunque in regime di contabilità ordinaria, quindi i costi per la tenuta contabile sono assimilabili a quelli delle normali Srl.
  • Soci possono essere solo persone fisiche (non società)

Oggetti: 21 - 30 di 37

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