la risorsa per le imprese

FAQ

Cos'è un incubatore d'impresa?

L'incubatore è uno strumento atto a favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali.

Solitamente l’offerta di un incubatore comprende spazi fisici (uffici, laboratori), strutture logistiche condivise, servizi di consulenza, formazione e finanza. La società incubata ha così a disposizione i principali strumenti per iniziare un percorso di crescita virtuoso.

Che cosa devo fare prima di tutto per partire con una nuova impresa?

Il consiglio a tutti coloro che vogliono iniziare un’attività imprenditoriale è di preparare un Business Plan della propria idea imprenditoriale.
Acquisire il massimo dei dati possibili e trasformarli in informazioni è il primo passo per fare impresa in modo vincente.
Occuparsi della ricerca di mercato per un imprenditore non significa trasformarsi in un istituto di sondaggi, quanto piuttosto raccogliere le informazioni utili ad effettuare delle scelte ponderate grazie al piano operativo d’impresa (Business Plan). Creare impresa è infatti un’operazione sempre più complessa: mercati più aperti, ma anche più competitivi; informazioni che viaggiano in tempo reale e nuove opportunità, ma anche tanta burocrazia e infrastrutture insufficienti., consumatori con nuovi bisogni, ma anche consumatori più informati ed esigenti, che sempre più cercano prodotti e servizi personalizzati.

Qual è la forma giuridica migliore per la mia attività?

Occorre innanzi tutto valutare tre aspetti:
1) il tipo di attività che s’intende svolgere
2) la necessità di capitali
3) il grado di rischio e di innovatività dell’idea imprenditoriale

La ditta individuale, che fa capo a un solo titolare, è la forma più semplice e flessibile da gestire e comporta meno oneri amministrativi e fiscali. E’ preferita per tipologie di attività che richiedono capitali ed investimenti limitati, solitamente nei settori dei servizi alle persone, alle imprese e alle attività commerciali.
Occorre però considerare che nell’impresa individuale il rischio di impresa si estende a tutto il patrimonio personale dell’imprenditore. Questa tipologia d’impresa può essere gestita anche con i propri familiari dando vita all’impresa familiare (art. 230 bis C.C.).

Le società di persone (snc, sas) permettono di condividere il rischio di impresa con altri soci e di acquisire da altri i capitali e le competenze di lavoro necessari all’avvio di attività. Solitamente è scelta da chi intende avviare una piccola attività, ma che necessita di un investimento iniziale di capitali superiore alle proprie capacità finanziarie.

Le imprese di capitali (spa, srl, saa) si adattano maggiormente ad imprese di medio-grandi dimensioni, per le quali l’avvio richiede ingenti capitali e dove il rischio e l’innovatività sono talmente alti, che i soci devono tutelarsi da possibili “esiti fallimentari” dell’impresa. A differenza delle società di persone, infatti, le società di capitali possiedono “personalità giuridica”: pertanto il patrimonio della società è autonomo e indipendente rispetto al patrimonio dei soci ed è così la società con il suo patrimonio a rispondere delle obbligazioni dell’impresa nei confronti dei terzi. Per questo motivo è anche richiesto alle società di capitali di avere un capitale minimo stabilito dalla legge.

Le Cooperative
Questa forma non può essere utilizzata per le imprese con finalità di lucro, ma solo per le imprese che propongano uno scopo mutualistico.

Quali sono gli adempimenti necessari per aprire una nuova impresa?

In allegato un file pdf che schematizza gli adempimenti che il neo-imprenditore deve affrontare per aprire una nuova società (ditta individuale, società di persone, società di capitali)

 

Percorso_per_nuova_impresa.pdf (122,1 kB)

 

Fonte: www.cpv.vi.it

Come sono definiti gli status di micro, piccola e media impresa?

La nuova definizione è attiva dal 1° gennaio 2005.


La definizione è stata stabilita, a livello comunitario, nella raccomandazione
pubblicata sulla GUCE del 30/04/1996 ed è stata aggiornata al 1° Gennaio del 2005 in cui sono entrati in vigore i nuovi parametri.
La normativa comunitaria e, di riflesso anche la normativa italiana, identificano
l'appartenenza alla categoria "piccole e medie imprese" attraverso tre criteri:
1) il numero di dipendenti (requisiti di struttura);
2) il fatturato o il valore attivo patrimoniale (requisiti economici e finanziari);
3) il requisito dell'indipendenza economica (requisiti di capitale)
E' importante sottolineare che per definire una soglia dimensionale i tre
requisiti vanno valutati in modo "cumulativo", nel senso che almeno due devono
rientrare nelle soglie stabilite.

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La sintesi

In sintesi sono considerate Grandi Imprese le imprese che abbiano almeno 2 dei 3 requisiti:

Dipendenti: maggiore di 249 unità

Fatturato: maggiore di 50 ML di euro

Attivo patrimoniale : maggiore 43 ML di euro

Se ne sussiste solo un requisito allora rientra nella definizione europea di PMI.

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Imprese manifatturiere
1) Numero di dipendenti:
“In primis” è importante stabilire come si calcola il numero dei dipendenti; esso
fa riferimento a U.L.A. (unità lavorativa anno).
Per U.L.A. si intende il numero medio mensile di dipendenti occupati a tempo
pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale rappresentano
frazioni di U.L.A.
Sono considerati dipendenti occupati gli iscritti nel libro matricola dell'azienda
con l'esclusione dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria.
Alcuni esempi pratici:
120 dipendenti a tempo pieno per tutto l'anno corrispondono a 120 U.L.A.,
1 dipendente a tempo pieno occupato per 6 mesi corrisponde a 0,5 ULA,

Qualora l'impresa occupi :
tra 0 e 49 U.L.A. è considerata piccola,
tra 50 e 249 U.L.A. media,
oltre 249 U.L.A. grande.

2) Fatturato/attivo patrimoniale
I criteri di fatturato annuo e totale di bilancio possono essere alternativi fra di
loro nel senso che è sufficiente che un’azienda rispetti un solo parametro per
poter essere inserita in una delle due categorie di piccola o media impresa.
In ogni caso prevale sempre il parametro che consente all'impresa di essere
inserita nella categoria più bassa.
Fatturato annuo: per fatturato annuo, come indicato nella voce A1) del conto
economico ex art.2425 del Codice Civile, si intende l'importo netto del volume
di affari comprendente le vendite e le prestazioni di servizi che costituiscono
l'attività ordinaria dell'impresa, diminuito di sconti ed abbuoni concessi alle
vendite, dell'IVA e delle altre imposte direttamente connesse con la vendita.

I limiti di fatturato per definire l'appartenenza ad una categoria sono:

Piccole imprese un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di Euro ,
Medie imprese un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro,
Grandi imprese un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro.

Totale di bilancio: viene calcolato secondo i criteri stabiliti nel DPR 689/74 e
secondo le previsioni dell'art. 2423 e ss. del Codice Civile.

I limiti dell'attivo patrimoniale sono i seguenti:

Micro imprese: Attivo patrimoniale non superiore a 2 milionidi Euro
Piccole imprese: Attivo patrimoniale non superiore a 10  milioni di Euro.
Medie imprese: Attivo patrimoniale non superiore a 43  milioni di Euro.
Grandi imprese: Attivo patrimoniale superiore a 43 milioni di Euro.

Si devono prendere in considerazione fatturato e attivo patrimoniale dell'ultimo
esercizio contabile approvato precedente la domanda di agevolazione. Per le
imprese in contabilità semplificata e, quindi non tenute a redigere un bilancio,
questi dati sono desunti dall'ultima dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda il metodo di calcolo delle soglie si procede nel modo seguente:

-

per un'impresa autonoma i dati finanziari e gli effettivi si basano unicamente sui conti dell'impresa stessa;

-

per un'impresa partner di altre imprese vengono cumulati i dati dell'impresa e quelli delle imprese partner;

-

per un'impresa collegata ad altre imprese si aggiungono ai dati dell'impresa tutti i dati delle imprese alle quali essa è collegata.

3) Autonomia

La definizione di PMI distingue tre tipi di imprese (impresa autonoma, impresa partner, impresa collegata) a seconda del tipo di relazione in cui si trovano rispetto ad altre imprese in termini di partecipazione al capitale, diritti di voto o di esercitare un influsso dominante.

Impresa autonoma
Si tratta della situazione più ricorrente, ovvero di tutte le imprese che non appartengono a nessuno degli altri due tipi di imprese (partner o collegate). Un'impresa si definisce autonoma se:

-

non possiede partecipazioni del 25 % o più in un'altra impresa;

-

non è detenuta direttamente al 25 % o più da un'impresa o da un organismo pubblico, oppure congiuntamente da più imprese collegate o organismi pubblici, a parte talune eccezioni;

-

non elabora conti consolidati e non è ripresa nei conti di un'impresa che elabora conti consolidati e quindi non è un'impresa collegata.

Un'impresa può comunque essere considerata autonoma, anche se la soglia del 25 % è raggiunta o superata, se si è in presenza delle seguenti categorie di investitori (a patto che questi ultimi non siano collegati con l'impresa richiedente):

-

società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche che svolgono regolarmente un'attività di investimento in capitale di rischio ("business angels"), che investono fondi propri in imprese non quotate in borsa, a patto che il totale degli investimenti di tali "business angels" in una stessa impresa non superi 1.250.000 euro;

-

università o centri di ricerca senza scopo di lucro;

-

investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;

-

amministrazioni locali autonome aventi un bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro e aventi meno di 5000 abitanti. (cfr. definizione, articolo 3, paragrafo 2, secondo comma).

Impresa partner
Si tratta di imprese che intrattengono relazioni di partenariato finanziario significative con altre imprese, senza che l'una eserciti un controllo effettivo diretto o indiretto sull'altra. Si definiscono "partner" le imprese che non sono autonome, ma che non sono nemmeno collegate fra loro. Un'impresa è definita "partner" di un'altra impresa se:

-

possiede una partecipazione compresa tra il 25 % e meno del 50 % in tale impresa;

-

l'altra impresa detiene una partecipazione compresa tra il 25 % e meno del 50 % nell'impresa richiedente;

-

l'impresa richiedente non elabora conti consolidati che riprendono l'altra impresa e non è ripresa tramite consolidamento nei conti di tale impresa o di un'impresa ad essa collegata.

Impresa collegata
Le imprese collegate fanno economicamente parte di un gruppo che controlla direttamente o indirettamente la maggioranza del capitale o dei diritti di voto (anche grazie ad accordi o, in taluni casi, tramite persone fisiche azionisti), oppure ha la capacità di esercitare un influsso dominante su un'impresa. Si tratta quindi di casi meno frequenti e che si distinguono di solito in modo molto chiaro dai due tipi precedenti. Per evitare alle imprese difficoltà di interpretazione la Commissione europea ha definito questo tipo di imprese riprendendo, se esse sono adatte all'oggetto della definizione, le condizioni indicate all'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE (pdf) del Consiglio sui conti consolidati, che si applica da vari anni. Di solito un'impresa sa subito di essere "collegata", poiché è già tenuta a titolo di tale direttiva ad elaborare conti consolidati, oppure è ripresa tramite consolidamento nei conti di un'impresa che è tenuta ad elaborare conti consolidati.
Gli effettivi e le unità di lavoro/anno
Gli effettivi di un'impresa corrispondono al numero di unità di lavoro/anno (ULA) che tiene conto dei seguenti fattori:

-

i dipendenti dell'impresa in questione;

-

chi lavora per l'impresa in questione con un rapporto di dipendente e, per la legislazione nazionale, è considerato come lavoratore dipendente;

-

i proprietari gestori;

-

i soci che esercitano un'attività regolare nell'impresa e beneficiano di vantaggi finanziari concessi dall'impresa.

Gli apprendisti o studenti con contratto di formazione professionale o di apprendista non sono compresi nel calcolo del numero di persone occupate.
Un'ULA corrisponde ad una persona che ha lavorato nell'impresa o per conto dell'impresa a tempo pieno durante tutto l'anno considerato. Gli effettivi sono espressi in ULA. Il lavoro delle persone che non hanno lavorato tutto l'anno, oppure hanno lavorato a tempo parziale, a prescindere dalla durata, o come lavoratori stagionali, è calcolato in frazioni di ULA. La durata dei congedi di maternità o parentali non è inclusa nel calcolo.

Valore giuridico della definizione
La Commissione europea si rivolge agli Stati membri, alla Banca europea per gli investimenti e al Fondo europeo d'investimento chiedendo loro di applicare una definizione comune delle microimprese, delle piccole e delle medie imprese. Tuttavia gli Stati e i due istituti finanziari non hanno l'obbligo di attenersi a tale definizione. La conformità alla definizione è invece obbligatoria, in materia di aiuti pubblici, se si desidera beneficiare di un trattamento di preferenza rispetto alle altre imprese e tale trattamento è disciplinato dalla normativa (pdf) comunitaria (esenzione di gruppo per PMI). La definizione è vincolante anche in materia di attuazione di fondi strutturali europei e di programmi comunitari, in particolare del sesto programma quadro a favore della ricerca ( EN ).

Adattamento della definizione
Basandosi sul bilancio relativo all'applicazione della definizione del 6 maggio 2003, che sarà elaborato entro il 31 marzo 2006, e tenendo conto di eventuali modifiche dell'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE sulla definizione delle imprese collegate ai sensi di tale direttiva, la Commissione modificherà la definizione a seconda delle esigenze, ovvero modificherà le soglie relative al volume d'affari e al totale di bilancio, per tenere conto degli eventi e dell'andamento economico della Comunità.

 

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Quali le riflessioni prima di aprire una nuova attività?

 

L’idea vale più di una fabbrica”. L’affermazione di Polegato (Geox) è verissima.

 

D’altra parte le idee agli imprenditori italiani non mancano.

  

Purtroppo manca spesso il resto. Scegliere la giusta forma societaria, dettagliare gli accordi fra i soci, scegliere il giusto posizionamento sul mercato, dotarsi delle risorse finanziarie necessarie ed altri dettagli  strutturali che, se assenti, possono determinare il fallimento di un’idea di successo.

 

Ecco una veloce checklist:

 

SOCIETARIA

La scelta della forma giuridica  (società persone, capitali, cooperative) non solo per implicazioni di responsabilità ma di rispondenza al proprio business.

Molto spesso viene sottovalutata la redazione dello statuto / atto costitutivo. Non è solo atto formale da redarre a norma di legge  ma è la base di regolamentazione della propria attività e dei rapporti fra i soci e gli amministratori.

 

ANALISI DEL MERCATO

Che dimensioni ha il nostro mercato di riferimento? Chi sono i nostri concorrenti, qual è il loro andamento e come operano? In che fascia di mercato mi posiziono? Qual è la mia politica di prezzo? Come comunicherò la mia presenza?

 

FINANZIARIA

Il principale partner finanziario è la banca. Ora più che mai le banche, per supportare l’impresa in fase di start-up, esigono un piano di business completo con l’indicazione dei parametri di solidità finanziaria e di flussi di cassa preventivi. Ed in futuro questo trend si rafforzerà.

Spesso per partire si cercano anche dei nuovi soci. In questo caso la giusta esposizione della propria idea di business ed i bilanci revisionali sono cruciali per avere successo.

Inoltre tutto ciò che riguarda la possibilità di accedere a contributi e finanziamenti agevolati, atti a supportare l’azienda in start-up.

 

Se non si ha una risposta (almeno basilare) alle questioni poste dalle suddette aree, intraprendere l’attività potrebbe essere una scelta affrettata o non ancora adeguata.

Che cos'è il Mediocredito

L'istituto Mediocredito FVG è da anni punto di riferimento essenziale e molto attivo nel supporto alle aziende Industriali, Commerciali ed Artigiane. I finanziamenti agevolati erogati dal Mediocredito ricoprono essenzialmente le seguenti aree di interesse.

 

a) Investimenti in immobili strumentali  mediante l'accensione di mutui a lungo termine a tasso agevolato (Fondo di rotazione-FRIE)

b) Investimenti in immobili strumentali mediante operazioni di leasing a tassi agevolati.

c) Operazioni di consolido dei debiti a breve termine in medio-lungo mediante prestiti a tasso agevolato

d) Operazioni di finanziamento a breve termine delle spese aziendali correnti (scorte, utenze, dipendenti, tassazione riferita all'azienda)

e) Operazioni di finanziamento (60 mesi max) per investimenti in macchinari, attrezzature, impianti aziendali (nuovi) a tasso agevolato.

 

L'iter operativo presuppone il fatto di rivolgersi alla propria banca di riferimento per pianificare l'operazione. Sarà la vostra banca ad inoltrare la pratica a Mediocredito per l'esecuzione delle operazioni di finanziamento. I casi ai punti a) e b) , trattando solitamente importi consistenti presuppongono anche il contatto diretto azienda-Mediocredito.

 

Per approfondire: www.mediocredito.fvg.it/home.htm

Cos'è Friulia?

 

FRIULIA è la finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, il cui socio principale è la Regione FVG stessa (80% capitale), affiancata da banche, assicurazioni e finanziarie come soci di minoranza.

 

Qual è la particolarità di Friulia?

FRIULIA non è l'unica finanziaria regionale in Italia ma la sua storia, struttura e operatività la configura come un esempio unico di Private Equity particolarmente vantaggioso per le piccole e medie aziende che necessitano di capitali per sostenere la crescita.

 

Come si comportano i classici fondi di Private Equity?

I classici fondi di Private Equity mirano a rendimenti di mercato di breve termine e puntano a far quotare l'azienda partecipata per la loro way-out (ossia quando il Fondo di Private Equity vende le quote acquisite). La quotazione è, in Italia, un epilogo tutt'altro che scontato e semplice da perseguire per motivazioni essenziamente di carattere operativo (organizzazione, personale ad hoc, costi di struttura). Naturalmente la way-out del fondo può avvenire anche mediante la riacquisizione delle quote da parte della compagnie azionaria o il subentro di nuovi soggetti. Il problema essenziale è il costo dell'operazione visto che il Fondo come si diceva ha obiettivi di carattere speculativo e punta ad uscire al massimo rendimento che comporta il massimo onere per chi compra.

 

Come si comporta Friulia?

Friulia si pone come obiettivo principale la crescita delle PMI regionali e di conseguenza come supportarne la crescita.

Il finanziamento di un'azienda può avvenire sia con il Debito (tipo finanziamento bancario sul quale il rischio della banca è remunerato dagli interessi passivi e "assicurato" da garanzie di diverso genere) sia con il Capitale (il socio acquisisce quote/azioni dell'azienda e si assume il rischio d'impresa). Friulia, interviene nelle aziende solitamente con un "mix" di intervento: una parte di finanziamento ed una parte di capitale. In aggiunta a ciò Friulia assiste l'azienda supportandone la crescita con la presenza di uno o più dei suoi professionisti (piano di business, budgeting, sinergie)

 

Quali i concreti vantaggi nell'operare con Friulia?

- Friulia al momento di entrare nel capitale dell'azienda acquisendone una quota di minoranza (solitamente mai superiore al 30%) fissa già il "prezzo" della propria uscita legando il rendimento non come i Fondi di Private Equity al prezzo di mercato (o comunque non principalmente) ma a parametri tipici dei finanziamenti (Euribor+spread)

- Contestualmente all'operazione sul capitale si lega un finanziamento a tassi agevolati, minori di quelli ottenibili sul mercato con un istituto di credito

- Friulia è, nei confronti degli stakeholder (tutti quelli che hanno a che fare con l'impresa) un sinonimo di garanzia

- Friulia mette a disposizione i propri professionisti

 

Quali i possibili svantaggi nell'operare con Friulia?

- Friulia garantisce condizioni di supporto finanziario vantaggiose ma esige che i soci dell'azienda si impegnino con garanzie proprie che possono assumere di volta in volta diversa entità

- Condizione vincolante è avere sede operativa nella Regione Friuli Venezia Giulia.


Approfondimenti:

 

www.regione.fvg.it/rafvg/amministrazione/areaArgomento.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/AT1/ARG5/FOGLIA1/

Che cos'è il FRIE?

IL FRIE è un finanziamento agevolato alle imprese per  investimenti legati all'attività esercitata, della durata massima di 10 anni.

 

Beneficiari

Piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia (le grandi imprese solo in alcune zone)

 

Spese ammissibili

 

- acquisto di terreni e fabbricati destinati all'attività d'impresa

- costruzione, ampliamento e ammodernamento di fabbricati destinati all'attività d'impresa

- progettazione e direzione lavori nel limite del 10%

- riscatto di leasing immobiliare

- acquisto di impianti e macchinari nuovi, oppure, a determinate condizioni, usati

- dotazioni d'ufficio, hardware e software

- stampi se destinati alla fabbricazione di un prodotto aziendale

 

Le spese si intendono al netto di IVA.

 

Intensità degli incentivi

Il finanziamento agevolato può coprire al massimo il 70% dell'investimento complessivo.

 

Tasso applicato

Il tasso agevolato variabile è definito in funzione del tasso Euribor a 6 mesi ridotto del:

- 65% per le piccole imprese

- 50% per le medie imprese

- 20% per le grandi imprese.

 

Per esemplificare, una piccola imprese paga oggi su un finanziamento FRIE un tasso di poco inferiore all'1%

 

Pro: 

-> Tasso di interesse più basso sul mercato

-> Ampiezza delle spese ammissibili

Contro:

-> Vengono richieste garanzie personali e limiti su estinzione anticipata

-> Vincolo di destinazione sul finanziato

-> Burocrazia nella documentazione da produrre nella gestione della pratica

 

 

 

Link per dettagli e informazioni: www.frie.it/

 

Cos'è il prestito partecipativo?

Il prestito partecipativo è uno strumento forse non molto conosciuto ma importante ai fini della capitalizzazione delle società.

 Infatti, a fronte di un progetto di capitalizzazione aziendale:
* la banca eroga all’impresa un finanziamento a medio termine che può arrivare fino al 100% del previsto aumento dei mezzi propri;
* l’impresa finanziata si impegna a corrispondere alla banca finanziatrice, alla scadenza di ogni rata, il capitale maggiorato degli interessi;
* i soci si impegnano, in quanto coobbligati, a fornire alla società le risorse necessarie per il rimborso delle rate del prestito in linea capitale.

 

Pro:

Condizioni agevolate del prestito

Legame del finanziamento con le effettive performances aziendali

Minor peso su rating di Basilea 2

 

Contro:

Basso numero di Banche Convenzionate Confidi (essenzialmente le BCC)

Strutturazione della domanda (Piano di Business richiesto)

Tempi di accettazione non rapidissimi

Oggetti: 11 - 20 di 37

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